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Il professionista lo voglio per me

Ci raccontiamo spesso, fra colleghi, la storia del rapporto con i clienti guardandola dal punto di vista del professionista, un po’ come accade abitualmente, si narra da un punto di vista convenuto e facciamo tutti fatica a immaginare che non sia l’unico.

Forse, talvolta, neppure il migliore.

Viene da pensare che accade analogamente a come vengono presentati i rapporti familiari, li si descrivono dagli occhi dei genitori, degli adulti, no? Che parlano dei figli tutti convinti di non dire nulla che non sia la più vera verità.

Dal punto di vista dei figli, si può dire che ogni figlio ha dei suoi personalissimi genitori, spesso radicalmente diversi anche dai genitori dei fratelli: il primogenito non conosce i genitori del fratello più piccolo, la sorellina ricorda un padre che il primogenito ignora, il secondogenito guarda la madre che si occupa del più piccolo e non di lui …

Mille storie differenti, così, come, forse, ogni genitore non può che avere uno o più figli unici.

Perché parlarne in questo contesto? Ma perché ogni professionista vuole essere riconosciuto come unico e prescelto, ogni cliente pretende di avere il suo professionista tutto per sé.

Non basta che sia noto, famoso, riconosciuto: io cliente voglio che si reinventi per me, lo voglio modellato e concepito sulle mie di esigenze.

Deve starmi dietro, seguirmi nelle mie preoccupazioni senza perdercisi, sapere quando fermarmi e quando invitarmi a sostare con lui nel ragionare.

D’altronde, quale mai professionista sarebbe disposto a lavorare per un cliente che lo considerasse uno dei tanti, bravo, sì, un po’ come tutti i suoi colleghi?

Magari, horribile dictu, mi considera uno dello studio X, oppure si riferisce a me come, sì, sai, è uno della scuola di pensiero Y!

Io non sono uno di, né quando mi trovo a fare il cliente, ma ancora di più, da professionista, riesco a lavorare e dare il meglio dolo se abito la mia persona e con quella mi rapporto.

Bei pensieri, d’accordo, ma come si fa?

Sembra complicato …

Anche di questo della delicatissima trama del rapporto fiduciario tratteremo nel corso Da bravo a eccellente , come renderla cosi forte e tenace da supportare e veicolare la nostra competenza, in un andamento libero in cui la tua soddisfazione faccia eco e risonanza alla mia.

Affinché il lavorare si faccia sempre di più un’avventura quotidiana cui accostarsi volentieri per gustarne ogni giorno il sapore diverso e inimmaginato.

 

 

 

 

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